Cosmetic regulation
Francesco Gregorini
Responsabile Area Sicurezza Prodotto Cepra Srl | Italia
Con la partecipazione di Alysea Aleida Vinci
Ruolo Consulente Sicurezza Prodotto, Cepra Srl | Italia



Bio...
Francesco Gregorini
CEO CEPRA srl - consulting & testing
- Consulente normative sicurezza prodotti e processi
- Vice Presidente SICC - Società Italiana di Chimica e scienze Cosmetologiche
- Membro del Comitato di Presidenta MAPIC - Federchimica
- Consulente abilitato per la sicurezza dei trasporti di merci pericoloso (DGSA)
- Consulente abilitato REMADE IN ITALY
- Membro Ordine dei Chimici Interprovinciale dell'Emilia Romagna
- Membro EurChem - Chimico Europeo
UNI EN 18120 e PPWR: Come l'Ecodesign trasforma il Packaging Cosmetico dal 2030
Il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR - Regolamento UE 2025/40) (1) impone che dal 2030 tutti gli imballaggi dovranno essere progettati per il riciclaggio di materiali in modo da consentire che le materie prime secondarie risultanti siano di qualità sufficiente, rispetto al materiale originale, per poter essere utilizzate in sostituzione delle materie prime primarie.
Il sistema per stabilire quali imballaggi potranno accedere al mercato unico europeo (e con quali costi) e soddisfare il requisito di riciclabilità sarà basato su Classi di Prestazione della Riciclabilità (Recyclability Performance Grades).
Le classi di riciclabilità (A, B, C)
Le classi valutano la percentuale in peso dell'imballaggio che può essere riciclata mediante processi industriali standard per produrre materia prima secondaria di qualità idonea.

Le classi di riciclabilità sono la traduzione numerica dei principi di ecodesign applicati all'imballaggio. Per posizionare un prodotto nelle classi più alte (A o B), la progettazione deve agire su quattro fattori chiave:
- Monomaterialità: ridurre i materiali compositi non separabili. Un imballaggio composto da un unico polimero (es. solo Polipropilene o solo PET) ottiene punteggi elevati rispetto a strutture multistrato complesse.
- Separabilità dei componenti: tappi, etichette, coperchi e manici devono potersi staccare facilmente (es. in vasche di lavaggio ad acqua per densità differenti o tramite strappo manuale dell'utente).
- Compatibilitàdi additivi, inchiostri e colle: l'uso di colle idrosolubili, inchiostri non contaminanti e l'assenza di barriere opache garantiscono che la materia plastica fusa non sia degradata durante il riciclo.
- Selezionabilità (Sortability): l'imballaggio deve essere "visibile" ai lettori ottici a infrarossi (NIR) usati nei centri di smistamento. Pigmenti come il carbon black (che assorbe la luce NIR) impediscono la selezione, facendo considerare l’imballaggio non conforme.
Le classi A, B e C guidano l'eco-modulazione dei contributi EPR (Responsabilità Estesa del Produttore, come CONAI in Italia): imballaggi in Classe A godranno di tariffe agevolate o scontate, mentre imballaggi in Classe C subiranno penalizzazioni finanziarie e contributi più alti, rendendoli antieconomici sul mercato forse ancora prima del loro definitivo divieto nel 2038.
La norma UNI EN 18120
In questo scenario di profonda trasformazione, la serie di norme tecniche UNI EN18120 rappresenta il braccio operativo indispensabile per le aziende del settore.
Se il PPWR fissa le regole del gioco e i limiti di legge, la norma UNI EN 18120 fornisce ai team R&D e ai Brand Manager i protocolli scientifici per progettare imballaggi in plastica conformi.
Infatti, La serie di norme tecniche UNI EN 18120 ("Imballaggi - Progettazione per il riciclo degli imballaggi in plastica") stabilisce linee guida, protocolli di valutazione e criteri di ecodesign standardizzati per l'intero mercato europeo.
Origine della norma
La serie nasce in ambito europeo su impulso del CEN (Comitato Europeo di Normazione) e recepita in Italia dall'UNI tramite la Commissione Tecnica UNI/CT 018 "Imballaggi" e il gruppo di lavoro GL 14 "Imballaggi in plastica e ambiente" (in collaborazione con UNIPLAST).
La sua creazione risponde alla necessità dell'industria e dei legislatori europei di stabilire metodologie scientifiche e condivise per definire quando un imballaggio in plastica possa considerarsi realmente progettato per il riciclo (Design for Recycling).
La struttura della norma
Nella UNI EN 18120-1 vengono definiti i principii fondamentali e la terminologia per la progettazione orientata al riciclo degli imballaggi in plastica.
Nella UNI EN 18120-3 invece si approfondiscono i processi di valutazione della separabilità e sono considerate anche le tecnologie di separazione come la NIR (Near-Infrared Reflectance).
La serie UNI EN 18120 comprende anche le linee guida specifiche per determinare categorie e materiali per gli imballaggi.
Di seguito l’elenco delle norme della serie UNI 18120 e i relativi contenuti.

Tabella 1. Elenco norme della serie UNI EN 18120 – fonte UNI (2)
In conclusione,il PPWR stabilisce le regole giuridiche e le tempistiche legali; la serie EN 18120 fornisce lo standard tecnico armonizzato che i produttori utilizzeranno per dimostrare la conformità ai requisiti di ecodesign prescritti dalla legge.
In particolare, il PPWR introduce un sistema di classificazione della riciclabilità (classi A, B, C) basato su criteri di Design for Recycling. I test e i parametri definiti dalla EN 18120 servono a calcolare in quale classe ricada l'imballaggio.
L'adozione delle norme armonizzate CEN/UNI garantisce alle aziende la "presunzione di conformità" di fronte alle autorità dei Paesi membri dell'UE.
Riferimenti bibliografici
- REGOLAMENTO (UE) 2025/40 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 19 dicembre 2024 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, che modifica il regolamento (UE) 2019/1020 e la direttiva (UE) 2019/904 e che abroga la direttiva 94/62/CE
- Sito UNI
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