Bio...
Prof.ssa Paola Perugini, PhD
Professore associato Dip. Scienze del Farmaco - Università di Pavia, Coordinatore Master II livello in Scienze Cosmetologiche, Direttore Scientifico in Etichub srl, Spin-off accademico - Università di Pavia


Paola Perugini1,2
1. Dipartimento di Scienze del Farmaco
2. Etichub, Spin-off accademico, Università di Pavia


Camilla Grignani2
Bio...
Dott.ssa Camilla Grignani
Marketing Specialist in Etichub srl, Spin off accademico - Università di Pavia
Trend, Test & Tech
Con questa nuova rubrica vogliamo esplorare i trend emergenti, le novità in fatto di testing e gli avanzamenti tecnologici che entrano a far parte nel mondo cosmetico per comprendere come i cambiamenti del mercato e i progressi a livello globale impattino sui processi di ricerca e sviluppo del prodotto cosmetico.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Negli ultimi anni la K-Beauty è passata dall'essere un fenomeno di nicchia a rappresentare uno dei principali input di innovazione del mercato cosmetico mondiale. Il suo successo viene spesso attribuito alle routine multistep o alla rapidità con cui introduce nuovi ingredienti. In realtà, per comprenderne la portata, è opportuno guardare oltre questi aspetti e capire quali basi scientifiche abbiano sostenuto lo sviluppo del modello coreano e quali spunti possa offrire per la cosmetica europea.
La K-Beauty continua a crescere a livello mondiale. Come si spiega questo successo?
La crescita è sotto gli occhi di tutti. Oggi il mercato globale della K-beauty supera i 118 miliardi di dollari (1) e continua a incrementare. Tuttavia, pensare che questo fenomeno sia solo passeggero sarebbe riduttivo. Il suo successo risiede nell’aver costruito un modello ben strutturato che poggia su alcuni principi chiave: prevenzione, mantenimento della barriera cutanea, sviluppo formulativo con particolare attenzione alla scelta degli ingredienti. La formulazione viene costruita per preservare la fisiologia cutanea nel lungo periodo attraverso detergenza delicata, fotoprotezione quotidiana, sostegno della barriera e impiego precoce di ingredienti funzionali. In altri termini, è un approccio preventivo piuttosto che correttivo. Questa filosofia è l’elemento distintivo che la contraddistingue, più ancora della routine in dieci step, oggi peraltro semplificata, che rappresenta la parte più visibile del fenomeno.
Le caratteristiche della pelle asiatica hanno influito sullo sviluppo della K-Beauty?
Esistono differenze strutturali e funzionali documentate tra pelle asiatica e caucasica. Ad esempio, la pelle asiatica presenta generalmente una maggiore idratazione dello strato corneo, una perdita di acqua transepidermica (TEWL) inferiore, un contenuto lipidico più elevato e un diverso percorso di invecchiamento, nel quale le alterazioni pigmentarie tendono a manifestarsi prima della comparsa delle rughe. Inoltre, risulta generalmente più reattiva ad alcuni stimoli chimici, probabilmente anche per caratteristiche anatomiche specifiche dello strato corneo e della distribuzione delle ghiandole sudoripare (2).
Le più recenti tecnologie di analisi della pelle stanno mostrando differenze ancora più profonde. La pelle asiatica presenta una giunzione dermo-epidermica più sviluppata, una maggiore compattezza epidermica e una densità cellulare superiore e una diversa architettura tissutale rispetto alla pelle caucasica., con una pelle più spessa specialmente nella zona delle guance. Non si parla di differenze estetiche o culturali, ma di caratteristiche biologiche misurabili che influenzano la risposta della pelle ai trattamenti cosmetici (3).
Queste caratteristiche hanno inevitabilmente influenzato la progettazione delle formulazioni e le priorità cosmetiche sviluppate dal mercato coreano. Se osserviamo gli ingredienti maggiormente utilizzati, infatti, troviamo ceramidi, sistemi idratanti, attivi illuminanti e un forte focus sulla protezione solare. Tutti elementi perfettamente coerenti con le esigenze biologiche della popolazione asiatica. È interessante notare come, negli ultimi tempi, anche la K-Beauty stia evolvendo verso concetti come la skin longevity, ingredienti rigenerativi e routine più semplificate ma multifunzionali.
Come si può efficacemente trasferire il modello K-Beauty in Europa?
È probabilmente il punto più interessante. Importare il modello non significa replicare formulazioni, ingredienti o routine sviluppati per una popolazione diversa. Significa piuttosto adottarne il metodo. La forza della K-Beauty è aver costruito un ecosistema formulativo partendo dalla conoscenza della pelle e della biologia della propria popolazione di riferimento. È questo l'aspetto che dovrebbe ispirare la cosmetica europea. L'obiettivo non dovrebbe quindi essere creare una "K-Beauty europea", ma sviluppare un modello di skincare europeo fondato sulle caratteristiche della pelle europea, la sua esposizione ambientale, gli stili di vita, i cambiamenti climatici e le nuove esigenze fisiologiche. Per riuscirci serve una visione condivisa che coinvolga ricerca, industria e testing: un approccio di sistema che valorizzi le competenze scientifiche europee invece di limitarsi ad adattare modelli sviluppati altrove. In questo senso, anche l'evoluzione della K-Beauty verso skin longevity, ingredienti rigenerativi e prodotti multifunzionali rappresenta un'evoluzione del metodo, più che un semplice cambiamento di tendenza.
Questo cambia anche il modo di fare testing cosmetico?
Assolutamente sì. Se cambia il modello biologico di riferimento devono evolvere anche gli studi di efficacia. Oggi non basta più dimostrare che un prodotto funziona. Occorre comprendere su quale popolazione, in quali condizioni ambientali e rispetto a quali specifiche caratteristiche fisiologiche il cosmetico genera beneficio. Questo rende sempre più importante progettare protocolli di testing che integrino dati biologici e caratteristiche del consumatore target.
Quale insegnamento dovrebbe portare a casa l'industria cosmetica europea?
Che il futuro non appartiene a chi replica i trend, ma a chi comprende la biologia che li ha generati. La vera innovazione non consiste nell'importare un modello formulativo, bensì nell'avere la forza di costruire un modello europeo di skincare, sviluppato a partire dalla fisiologia della popolazione europea e sostenuto dalla collaborazione tra ricerca, industria e attività di testing. È questo il passaggio che può trasformare un fenomeno di mercato in una reale evoluzione scientifica della cosmetica.
Riferimenti bibliografici
- https://www.grandviewresearch.com/industry-analysis/k-beauty-products-market-report
- Rawlings AV. Ethnic skin types: are there differences in skin structure and function?. Int J Cosmet Sci. 2006;28(2):79-93. doi:10.1111/j.1467-2494.2006.00302.x
- Ali A, Colombe L, Mélanie P, et al. Comparison of facial skin ageing in healthy Asian and Caucasian females quantified by in vivo line-field confocal optical coherence tomography 3D imaging. Skin Res Technol. 2024;30(9):e13643. doi:10.1111/srt.13643
KEYWORDS
K-Beauty
Testing cosmetico
Ricerca cosmetica
Innovazione cosmetica
Cosmetica europea

