L’evoluzione del bronzer
dal colore alla cosmesi ibrida

Il primo bronzer che ebbe un vero successo sul mercato venne lanciato circa quarant’anni fa, agli inizi degli anni Ottanta. Il prodotto amatissimo dalle donne, prendeva il nome di "terra indiana". Un piccolo vasetto di terracotta con tappo in sughero conteneva una polvere libera, perlata che applicata con il pennello regalava un aspetto abbronzato e molto luminoso. La texture era un po’ “grossolana”, durante la giornata il pigmento si poteva agglomerare e sedimentare in alcuni punti del viso (facilitato anche dall’azione del sebo) creando disomogeneità, e la polvere non si fondeva perfettamente con la grana della pelle dando un effetto piuttosto artificiale al trucco. La “shade” era unica e le pelli più chiare assumevano solitamente un colorito troppo intenso con sottotono aranciato, proprio come gli Indiani d’America, per non parlare dello stacco colore tra viso e collo.


Ricordo molto bene di aver usato a lungo questo prodotto e, in particolare, un marchio leader italiano si era distinto per essere stato il primo ad aver immesso sul mercato questa tipologia di cosmetico.

Come spesso accade, quando un cosmetico ha successo, molti brand lo inseriscono nella propria linea. E così è accaduto: dopo circa un anno dall’uscita del prodotto italiano, una nota casa francese commercializzò due tipologie di bronzer. Un cosmetico era dedicato alle donne, mentre la seconda tipologia era stata formulata per rivolgersi a uno specifico consumatore, cioè l’uomo. Il prodotto era Les Terracotta pour Homme. Già il packaging era decisamente innovativo, moderno ed elegante con un design molto pulito e lineare: un tronco di cono dal colore blue scuro con il pennello inserito nel coperchio. La polvere pressata in fondello, estremamente fine e impalpabile e progettata appositamente per dare un effetto naturale e matt, veniva applicata con l’apposito pennello in modo da depositare un velo di colore con un finish assolutamente naturale. Il prodotto aderiva perfettamente alla pelle conferendole un aspetto abbronzato estremamente realistico. Un vero azzardo, un anticipo incredibile sui tempi, un’idea brillante purtroppo non riconosciuta e capita appieno. Il prodotto, infatti, non ebbe il successo aspettato e venne tolto dalla linea dei bronzer.


Probabilmente il bronzer da uomo ai giorni nostri avrebbe avuto il successo meritato. In ogni caso il prodotto francese, a mio parere, rimane un pezzo di storia della cosmetica soprattutto per la genialità dell’idea.


Attualmente il bronzer è molto utilizzato nel make-up perché è un prodotto dalla “doppia vita”: in primavera aiuta il viso ad assumere un colorito più salutare cancellando il pallore invernale, in settembre/ottobre invece è un prezioso supporto per prolungare l’abbronzatura. È quindi un prodotto che deve essere formulato con particolare attenzione perché viene utilizzato in due momenti stagionali diversi e distinti: prima dell’estate la pelle ha necessità di una texture leggera ed evanescente che apporti colore in trasparenza senza appesantire i lineamenti del viso; dopo l’estate le caratteristiche della texture rimangono invariate ma le esigenze della pelle cambiano in maniera precisa e puntuale. E di questo il formulatore ne deve tenere assolutamente conto per poter offrire un prodotto che soddisfi le necessità dei consumatori.


Se agli esordi la forma cosmetica era principalmente in polvere (libera o compatta), ora è possibile scegliere tra diverse tipologie di texture in base anche alle esigenze della propria pelle: in crema, liquido, in gel, ibrido. In ogni caso la sfumabilità deve essere facile e immediata senza creare macchie di colore, la coprenza leggera perchè deve uniformare lasciando intravedere la struttura della cute, la luminosità diffusa per dare un effetto naturale e sano.


Infatti, grazie all’innovazione tecnologica legata allo sviluppo di materie prime performanti e a nuovi approcci formulistici, il bronzer non rappresenta più solamente un cosmetico decorativo capace di scaldare il colorito, ma si trasforma in un prodotto che rispetta le esigenze e la struttura della pelle poiché viene formulato utilizzando pigmenti e polveri rivestiti che assicurano confort anche alle pelli più secche, attivi capaci di rafforzare la barriera cutanea, polveri soft focus per minimizzare i piccoli segni di espressione, esteri leggeri che danno emollienza e luminosità mantenendo la texture impalpabile e facilmente sfumabile.


Infine, è possibile utilizzare il bronzer su tutto il viso, oppure in alternativa in sostituzione del blush, quindi solo per dare colore e tridimensionalità alle guance. Per questo motivo c’è chi ha coniato il termine “blonzer” per evidenziare la multifunzionalità di questo cosmetico.


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Make-up ibrido

Bronzer

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